Elezioni politiche: qualche dato dall’estero

Gli scrutini sono ancora in corso, ma già dalle schede aperte a Castelnuovo di Porto emergono alcuni dati interessanti e caratterizzanti il voto dei connazionali all’estero.
Sebbene infatti il Partito Democratico nel suo complesso – e in controtendenza rispetto al voto italiano – si attesti come primo partito, vi sono delle realtà in cui gli elettori hanno espresso preferenze ben diverse. È il caso, ad esempio, del Sud America nel suo complesso, dove il Maie e l’Usei sono di gran lunga i primi due partiti con oltre il 28% e il 24%, e del Nord e Centro America, dove invece il partito di Renzi viene scavalcato dalla coalizione di Centrodestra con più del 32%.
Quanto all’Europa, sebbene si parli sempre di dati parziali, mentre il PD vince di misura in Francia (36,56% a metà scrutinio – Camera) e Belgio (34,31%, con 58 seggi scrutinati su 89), in Germania è testa a testa. Al momento infatti, con meno della metà delle schede per la Camera scrutinate, il PD è al 29,77% e il centrodestra 29,50. Diversa la scelta degli italiani in Spagna, dove il M5S supera il PD (22,75%) con il 29,08%, e in Romania, dove è invece il centrodestra a raccogliere oltre il 41% delle preferenze alla Camera. 
Cambiando ripartizione e andando in Sud Africa, anche qui il centrodestra è in vantaggio, con il 40% dei voti, mentre il M5S sembra attestarsi primo partito fra i connazionali che hanno votato in Kazakhstan (31%) e in Cina (32%). 
Nel Sud America del Maie di Ricardo Merlo, che ha ottenuto nel suo complesso la maggioranza delle preferenze della ripartizione, in Brasile il gioco è ancora aperto tanto alla Camera, dove Civica Popolare, PD e Maie sono ancora sul testa a testa, quanto al Senato, dove il PD al momento stacca il Maie di 10 punti percentuali, ma sono stati scrutinati solo 19 seggi su 130. (Aise) 

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