I° WEBINAR COMITES/EUROPA – DA “LA FABBRICA DELLE IDEE” LA VITALITA’ DEI COMITES A CONFRONTO CON MECCANISMI DECISIONALI CUI LA REALTA’ IN ATTO IMPONE PERCORSI INNOVATIVI

Se i Comites europei scontano la realtà di una legislazione più o meno immutata rispetto ad una comunità per lo più cambiata sia culturalmente che socialmente, cui si sono aggiunti gli effetti della pandemia, il Comites di Londra, ed in buona sostanza tutti e tre i Comites britannici (Londra, Edimburgo e Manchester), si sono trovati, loro malgrado, ad affrontare una doppia tempesta: la Brexit che imperversa da alcuni anni ed in ultimo la stessa pandemia, le cui vicende in UK sono a tutti note, ma i cui effetti hanno messo nel dovuto rilievo la precaria condizione di migliaia di giovani italiani. Ad illustrare le difficoltà che la numerosa comunità italiana a Londra attraversa è stato il Presidente del Comites di Londra Pietro Molle al I° webinar dei Comites Europei, promosso dai Presidenti del Comites di Bruxelles e di Parigi nel contesto di un dialogo che vorrebbe essere permanente in una sorta di “Fabbrica delle idee”.

Una comunità quella a cui si rivolge il Comites di Londra di 370.000 italiani a cui bisogna aggiungere altri italiani non registrati all’AIRE ma residenti per lo più a Londra, oltre che a Manchester e Dublino, per un totale di oltre 900.000 italiani residenti nel Regno Unito.
Una realtà composita che teme gli effetti della Brexit ed a cui il Comites di Londra si è rivolto con particolare attenzione sul piano informativo per la presentazione del pre-settled e settled status, onde assicurarsi la futura permanenza nel Regno Unito in mancanza della cittadinanza britannica. Un’attenzione diretta soprattutto alla componente piu’ anziana, che potrebbe rappresentare la parte più debole nel distacco definitivo dalla UE senza il raggiungimento di un concreto accordo fra il Regno Unito e la Brexit, non avendo preso in molti casi la cittadinanza britannica, nonostante una vita trascorsa in quel Paese. Di qui l’invito ad anziani e giovani generazioni di richiedere con urgenza all’Home Office il settled status.

Quanto alla riforma dei Comites, Molle condivide la proposta della definizione di una strutturale organica collaborazione fra Comites e Consolati, sebbene nel caso del Regno Unito, in particolare a Londra, non ve ne sia un specifica ragione essendo il Comites costantemente consultato dal Console Generale Villani. Tuttavia, da parte di Molle vi è la convinzione
che occorra fare un salto di qualita’ circa l’attiva presenza dei Comites nella macchina decisionale. Una sorta di ” automatismo condiviso”.

Da Grazia Tredanari, Presidente del Comites di Losanna e coordinatrice dell’interComites svizzero, chiare e precise ipotesi di lavoro corrispondenti ad altrettante convinzioni: la necessità di due mandati (gia’ avanzata dal Presidente del Comites di Madrid), l’auspicio della modifica della legge sui Comites, il varo di un elenco stabile degli elettori aggiornabile solo a seguito della decisione di non votare o nel caso di trasferimento. “Un’operazione che renderebbe sarebbe anche meno laborioso il lavoro preparatorio”. Quanto alla reale rappresentativita’ della comunità per la coordinatrice dell’Intercomites Svizzero “o votano in 100 o 100.000 si e’ sempre rappresentativi della realtà che ha preso parte alle elezioni. Chi non vota si esclude da solo. Chi sara’ eletto non si senta, pertanto, ridotto nelle sue funzioni”
E, comunque, c’è un dato per l’esponente del Comites di Losanna “Inutile pensare a soglie di partecipazione molto elevata. Finche’ i Comites non hanno poteri, le sue componenti finiscono per demoralizzarsi e perdere la pazienza a fronte ad una burocrazia che limita operatività ed entusiasmo. Ed i giovani piu’ pragmatici se ne vanno.
Dunque, benissimo il ricambio generazionale con nuovi arrivi preparati culturalmente e professionalmente ma se non si cambiano le regole dell’operativita’ dei Comites difficile motivarli.”

Plauso, da parte di Tredanari, alle iniziative formative e la richiesta al Consiglio Generale degli Italiani all’estero di sostenere la possibilità di incontri on line fra i Comites ed i parlamentari eletti all’estero per una costante e diretta interrelazione, alla presenza delle stesse autorità consolari.
Nondimeno, l’esponente del Comites elvetico non ha mancato di sottolineare come sia talvolta inutile avanzare proposte alle quali spesso non vengono date risposte motivate, bloccando l’operatività dello stesso Comites. In particolare, Tredanari ha fatto riferimento alle richieste di chiarimenti avanzati all’INPS, lamentando come spesso le leggi italiane finiscano per ignorare la loro applicabilità ai connazionali italiani all’estero. Di qui l’esempio “del prolungamento automatico delle carte di identita’ che per gli italiani all’estero potrebbe essere indefinito finchè risiedono all’estero, evitando un inutile sovraccarico di lavoro.
Infine, l’esigenza di una informazione precisa ed attenta sui diversi aspetti che concernono le comunità all’estero, come – ultima – l’informazione sui benefici e l’utilizzo dei fondi stanziati in conseguenza del covid-19.”

Conviene con Grazia Tredanari, Benedetta Dentamaro, Segretario del Comites di Bruxelles, sull’importanza di un dialogo costante con i parlamentari, in particolare da parte della costituenda Commissione Bicamerale. Un momento di confronto prioritario per la rete dei Comites ed il CGIE. Un Comites del cui rinnovo ” corriamo il rischio che sia ulteriormente procrastinato” ha fra l’altro affermato.

Dentamaro, in realtà è andata ben oltre lo scambio di buone prassi tra i vari Comites e l’allocazione di fondi ministeriali per Paese per facilitare le iniziative comuni, auspicando, in particolare, da giurista qual’è, la necessaria ” modernizzazione del quadro normativo, in particolare riguardo alla maggiore chiarezza sulle cause di incandidabilità e incompatibilità con il mandato del Comites, perché l’interpretazione della legge non puo’ essere demandata ai consiglieri.
E, d’altra parte, chi ha un’esperienza nel Comites/CGIE dovrebbe essere il miglior candidato alle elezioni politiche nella circoscrizione estero, mentre il progetto di riforma della legge elettorale ne fa un fattore di incandidabilità . Il che risulta rappresenta un assurdo!.

Quanto alla campagna di comunicazione istituzionale, Dentamaro ha auspicato che sia non demandabile ai Comites ma gestita dal MAECI, sia in relazione ai Comites che sull’iscrizione all’AIRE perché “è fondamentale per la rappresentanza avere dati ufficiali AIRE che riflettano la situazione reale della mobilità degli italiani all’estero. Inoltre, un registro degli elettori aggiornato consentirebbe di armonizzare l’elettorato attivo del Comites con altre tornate e quindi l’accorpamento di varie votazioni (per es. referendum e rinnovo comites), con risparmio della spesa pubblica.

Infine, sul voto elettronico, richiesta avanzata dal Presidente del Comites di Parigi, Piccirillo, la Segretaria del Comites di Bruxelles ha fatto presente la proposta del Policlinico di Bari di attivare piattaforme per consentire il voto digitale anche ai ricoverati nei riparti COVID alle prossime elezioni regionali. ” Se cosi’ fosse, ha auspicato Dentamaro, si potrebbe testare il voto elettronico anche per i residenti all’estero, in via eccezionale, alle regionali per coloro che a causa delle misure restrittive non fossero in grado di raggiungere l’Italia”.

Sull’argomento “voto all’estero”, un brevissimo intervento della Presidente della Commissione Nuove Migrazioni e Generazioni Nuove del CGIE, Maria Chiara Prodi. Poco piu’ di un saluto, per informare sullo statu quo dell’utilizzo del voto elettronico in Francia, paese nel quale risiede, per il quale sono stati stanziati ingenti fondi nell’ottica di un rinnovamento della base elettorale francese, cui corrisponde come nel resto del mondo una evidente mobilità. Nella concretezza dei fatti, tuttavia, Prodi ha accennato ad un dibattito nazionale complesso sull’argomento. Per l’esponente del CGIE, tuttavia, è importante avviare processi virtuosi, non fermarsi su posizioni datate rispetto ad una realtà che sono in continuo divenire.

Di particolare interesse anche l’intervento di Silvia Rosato, vice Presidente del Comites di Varsavia, che conta una comunità di iscritti all’AIRE di 6000 persone ed un’attività del Comites che vorrebbe essere intensa se potesse contare su budget maggiore dei 4/5000 euro l’anno che riceve. Un importo assolutamente insufficiente rispetto alle necessità del Comites. L’auspicio della vice Presidente Rosato è che “l’accesso ai contributi integrativi per l’attività culturale e lo sport possano essere fruibili da parte dei Comites già dal I° Luglio” .

Quale contributo all’iniziativa “Fabbrica delle idee” Rosato ha suggerito la creazione di una sorta di vetrina dei Comites cui l’uso degli Webinar darebbero un valore aggiunto. Uno strumento solidale da parte di Comites con più mezzi per supportare quelli con meno risorse. Una collaborazione a beneficio della rete e delle comunità. (09/06/2020-m.f.-ITL/ITNET) ITALIANNETWORK

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