I° WEBINAR COMITES/EUROPA – SCHIAVONE “APERTA LA STAGIONE DEI COMITES” NAPOLITANO (BRUXELLES): “POSSIAMO FARE DI PIU’. PIATTAFORMA COMITES” CIRILLO (PARIGI): “PROGETTI COMUNI E AGORA’ TELEMATICA”

“Fare networking con progetti comuni per contare di piu’ e rafforzare la presenza dei Comites sul territorio e nel dibattito con le istituzioni, rendendoli maggiormente “fruibili” dai connazionali. Elemento prioritario per raggiungere l’obiettivo è far conoscere i Comites più di quanto lo siano oggi. Diffonderne l’immagine e l’importanza che hanno i Comitati degli Italiani all’estero per i cittadini della Circoscrizione consolare e perchè no: divenire riferimento anche per il territorio dei Pesi in cui sono insediati. Di qui l’importanza del sostegno che i media territoriali di ciascun Paese possono dare in tal senso. ” Ad aprire il I° webinar partecipativo dei Presidenti dei Comites d’Europa il Presidente del Comites di Parigi, Vincenzo Cirillo, insieme al collega Raffaele Napolitano, Presidente del Comites di Bruxelles, che ha ospitato sulla piattaforma del Comites il “laboratorio delle idee” per una comune riflessione sui “Comites del futuro”.
Un’occasione alla quale hanno partecipato con un breve saluto la Console Generale di Parigi, Emilia Gatto, in partenza per altra destinazione, e la sen. Laura Garavini, parlamentare di Italia Viva eletta dalla Circoscrizione Estero- Europa, insieme ad una quarantina fra Presidenti e delegati dei Comites di diversi Paesi, che hanno offerto numerose analisi e spunti per la riforma dei Comites.
“I limiti del mandato già li conosciamo, ha affermato Napolitano, invitando i colleghi ad avanzare proposte declinate al futuro per metterle a disposizione del CGIE, insieme alle istanze di riforma presentate dal Consiglio Generale degli Italiani all’Estero. L’emergenza Coronavirus ci ha fatto, d’altra parte, comprendere come i Comitati messi sotto stress siano in grado di esercitare un ruolo responsabilmente più ampio in tutto il mondo, insieme alle associazioni ed alle istituzioni” ha dichiarato il Presidente del Comites di Bruxelles ***
“Grazie al lavoro dei Comites in tutto il mondo, tra cui le raccolte fondi locali e italiani per le iniziative solidali, l’intuizione avuta nel 1985 si è dimostrata positiva ed oggi la tecnologia ci permette di dare nuove risposte ai nostri connazionali”.
” E sono convinto che possiamo fare di piu’. Tutto sta nel capire come possiamo andare oltre quello che abbiamo gia’ fatto”. Ecco perchè vogliamo mettere in condizioni anche i Comites tecnologicamente meno preparati ed in difficoltà a dare il proprio contributo di idee e di proposte. Il Comites di Bruxelles – ha annunciato Napolitano – metterà a disposizione una parte della sua piattaforma operativa per creare un punto di riferimento dei Comites europei”. Primi passi per il raggiungimento di quell’idea di agora’ telematica (piazza – ndr.) dei Comites europei per una più facile condivisione con i connazionali, avanzata dal Presidente del Comites di Parigi, e di cui il collega di Bruxelles ha accennato alcuni sviluppi sul piano della comunicazione.

“Occorre interagire, ora, nel momento della ripartenza” questo l’invito del Segretario Generale del CGIE, Michele Schiavone, ai Presidenti dei Comites perchè sia dispiegato il ruolo che possono svolgere a vantaggio delle comunità. L’iniziativa promossa dai Presidenti dei Comites di Bruxelles e di Parigi segue quelle tenute in Australia ed in America latina”, menziona Schiavone. “Un percorso che dovra’ riunirci, sia a distanza che di persona, a livello paese, per identificare gli obiettivi che possono essere raggiunti.”
Per Schiavone il CGIE aveva già anticipato questo passaggio, allorchè la rappresentanza europea si era riunita a Francoforte creando le basi per rafforzare il ruolo del Comites. In questa prospettiva, grazie anche al lavoro del Presidente della Commissione Paolo da Costa, come della Segretaria della Commissione Maria Bernasconi che hanno lavorato ad un testo base, la proposta di riforma che il CGIE ha approvato nel 2017. Un documento partito con tantissime difficolta’ per riconfigurare la rappresentanza, affidando ulteriori possibilita’ e prerogative ai Comites. “Abbiamo anticipato i tempi” ha rilevato il rappresentante del CGIE.

Tuttavia, Schiavone rileva che “alla luce di quanto avvenuto soprattutto in questi ultimi mesi, una parte di quelle proposte va aggiornata.” E non ha nascosto che “sussistono delle difficolta’ nel portare avanti quel documento per una forte opposizione da parte dell’amministrazione in quanto va ad intaccare qualche prerogativa del MAECI”, anche se, poi, lo stesso Schiavone ha ammesso esserci state, da parte di quest’ultima, alcune importanti aperture sul fronte culturale. La conferma – data dalla Direzione Italiani all’estero del MAECI – della possibilità di organizzare iniziative culturali, sportive afferenti al capitolo di bilancio 31.03 per il funzionamento dei Comites. Come per il sostegno ai Consolati nell’assistenza ai cittadini in stato di difficoltà e bisogno.
“Finalmente si è arrivati ad una svolta !” il commento del Segretario Generale del CGIE, che condivide pienamente l’idea: “i Comites devono diventare uno strumento di rappresentanza elettiva con responsabilita’ territoriali forti, come d’altra parte è emerso con chiarezza durante i mesi della pandemia”. Lo dicono “le Iniziative di sussidiarieta’ portate avanti dai Comites con le rappresentanze diplomatiche per sostenere l’emergenza sanitaria (vedi in Spagna con i charter per i rientri, le iniziative di assistenza In Romania e Australia dove sono stati raccolti 105.000 dollari per distribuire alimenti a quanti – residenti temporaneamente in Australia -si sono trovati in difficolta’ economica. Uno straordinario ruolo di volontariato – ha ribadito Schiavone – che esercitano i Comites assicurando il destino degli Italiani. Anche in Cile e Brasile sono intervenuti a tutela dei connazionali dove avrebbero altrimenti potuto essere contagiati.” In buona sostanza “parlare dei ‘Comites che vorremmo’ dovrebbe voler dire ” ‘spingerci” a comprendere attraverso quali modalità poter rappresentare in maniera efficace le nostre proposte”. Si tratta della “realizzazione di ciò che da sempre avremmo voluto: dare indicazioni pratiche, come inserire nei Comites i nuovi italiani emigrati, raddoppiati in pochi anni. Fra loro ci sono cittadini con un bagaglio culturale e professionale più elevato rispetto alle comunità stanziali. E’ importante il loro contributo. Lo sforzo che dovremmo compiere e’ ora quello di avvicinare ed interagire con gli italo-discendenti, con le generazioni arrivate da qualche anno in Belgio come in Svizzera e con le prime generazioni nate fuori dall’Italia, con i quali c’e’ bisogno di un filo diretto, non e’ sempre scontato” , ha fatto presente il Segretario Generale del CGIE .
Ma Schiavone ha anche espresso la consapevolezza della necessità di configurare momenti di confronto importanti circa la la riforma del CGIE. ” Ci sono partiti che tendono a chiudere l’esperienza diretta con le comunità italiane all’estero. Dovremo dotarci di strumenti nuovi e maggiori competenze a fronte di una rappresentanza parlamentare degli italiani all’estero che rischia di assottigliarsi a 12 eletti dalla Circoscrizione estero. Dobbiamo, quindi, far conoscere all’estero le prerogative dei Comites per costruire e rappresentare tutti assieme non solo una presenza geografico ma anche generazionale. E’ questo
il valore aggiunto della nostra presenza in giro per il mondo e che ci da l’opportunità di aiutare e sostenere il nostro Paese in questo difficile momento di ripartenza.”

Un valore aggiunto che si sostanzia in una comunità in Europa che conta oltre 3 milioni di cittadini italiani, molti dei quali sono convinti del comune destino europeo, ha sottolineatoinfine Schiavone chiudendo il I° webinar dei Presidenti dei Comites Europei, nel ricordo dell’idea da tempo condivisa dal CGIE e da molti Comites, dell’istituzione di un Commissario europeo dei cittadini europei residenti in un Paese diverso da quello nel quale sono nati. “Uno degli obiettivi che abbiamo perseguito con il precedente Segretario Generale del CGIE, Elio Carozza” ha affermato Michele Schiavone dichiarando “aperta la ‘stagione dei Comites’ alla luce del dibattito sulla riforma dei Comites”. Una stagione che richiede di misurarsi con decisione “per far passare la riforma degli organismi di base, delle procedure elettorali, la riforma della rappresentanza in Parlamento e per finire alle riforme di carattere organizzativo relative alla vita delle comunita’ degli italiani all’estero, a partire dalla scuola per terminare sui diritti fondamentali sui quali è costituita la ragione della rappresentanza”. In primo piano un “sistema” di comunicazione e informazione che veda in prima fila la piattaforma Comites e l’web site del Consiglio Generale degli Italiani all’estero. (08/06/2020-m.f.-ITL/ITNET) ITALIANNETWORK

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